Non scrivo da qualche giorno perchè sono arrivate delle brutte notizie, improvvisamente i tempi di attesa si sono allungati, nessuna spiegazione, anzi, quasi la sensazione che debba essere normale chiudere il telefono e dire "va bè, che vuoi che sia!".
Nonostante lo sai, l'adozione è un percorso ad ostacoli pieno di ...colpi di scena, speri sempre che a te capiti la fortuna che tutto vada liscio.
Aspettare senza tempi, senza riferimenti è durissimo.
diario per i miei figli, nati lontano da qui, lontani tra di loro, uniti dall'amore e dai loro bellissimi occhi neri.
venerdì 3 dicembre 2010
giovedì 25 novembre 2010
mercoledì 24 novembre 2010
il cuore diviso a metà
Sarà così per tutti, quando si aspetta un secondo figlio e l'attesa si allunga (questo è solo per le adozioni...) e l'ansia cresce e gli interrogativi aumentano e i desideri fanno fatica a resistere vividi, io sento il cuore diviso in due. Da un lato la fiammetta che faticosamente alimento, la tentazione di lasciare prevalere la sfiducia e lo scoramento, dall'altro la forza travolgente dei sentimenti che provo per i due occhioni che si svegliano con me ogni mattina.
Artur sta crescendo e con lui cresce il sentimento che ci lega, un bambino generoso e curioso, si sta così bene con lui, è divertente, allegro, vivace, chiacchierone, arguto. Spesso mi fa arrabbiare, molto più spesso mi conquista per l'intensità che mette in tutte le cose che fa.
Riuscirò a farmi innamorare ancora così?
Artur sta crescendo e con lui cresce il sentimento che ci lega, un bambino generoso e curioso, si sta così bene con lui, è divertente, allegro, vivace, chiacchierone, arguto. Spesso mi fa arrabbiare, molto più spesso mi conquista per l'intensità che mette in tutte le cose che fa.
Riuscirò a farmi innamorare ancora così?
martedì 16 novembre 2010
Pensieri
"Nè la carne della mia carne,
nè l'osso del mio osso
ma tuttavia, miracolosamente, mio.
Non dimenticare per un solo istante
che non sei cresciuto sotto il mio cuore
ma in esso."
Anonimo.
nè l'osso del mio osso
ma tuttavia, miracolosamente, mio.
Non dimenticare per un solo istante
che non sei cresciuto sotto il mio cuore
ma in esso."
Anonimo.
martedì 9 novembre 2010
9 anni
Oggi è il tuo compleanno.
9 anni, il sesto compleanno festeggiato insieme.
L'emozione è immutata, la gioia profonda di esserti mamma, la pienezza dell'amore che provo, il miracolo della nostra vita insieme, il pensiero della nostra vita prima, senza di te, della tua, senza di noi.
Ti auguro di riuscire sempre a sentire la forza che ci unisce, la certezza dell'amore profondo, di sapere che in noi troverai per sempre forza, sostegno, lo sguardo sarà sempre rivolto verso di te.
TANTI AUGURI ARTUR !!!!!
9 anni, il sesto compleanno festeggiato insieme.
L'emozione è immutata, la gioia profonda di esserti mamma, la pienezza dell'amore che provo, il miracolo della nostra vita insieme, il pensiero della nostra vita prima, senza di te, della tua, senza di noi.
Ti auguro di riuscire sempre a sentire la forza che ci unisce, la certezza dell'amore profondo, di sapere che in noi troverai per sempre forza, sostegno, lo sguardo sarà sempre rivolto verso di te.
TANTI AUGURI ARTUR !!!!!
(speriamo bene...)sabato 6 novembre 2010
Kidane Mehret Orphanage Ethiopia 2010.wmv
stasera ho trovato questo video nell'insesauribile serbatoio di you tube. scene di normale vita quodiana in un orfanotrofio di Addis Abeba.
questi bimbi sorridenti, gioiosi scaldano il cuore. ci sono altri video che riportano realtà meno serene.
io li guardo tutti, sono l'unico modo per mantenere un contatto con la terra lontana in cui già adesso mio figlio vive.
lunedì 18 ottobre 2010
un anno nuovo, un anno in più
oggi è il mio compleanno.
lo sento di più quest'anno, per tanti motivi. quelli "pesanti" lasciamoli perdere, il più importante è perchè credo di poter dire che quest'anno diventerò di nuovo mamma. la prudenza è d'obbligo, ma ... insomma!
un figlio di una mamma "adulta", cresciuta, che sa cosa vuol dire, che, nonostante le paure, continua a coltivare questo desiderio, a nutrirlo con tutte le piccole cose che possono avvicinare questo bimbo ancora così lontano.
ogni tanto, però, succedono cose che mi aiutano a sognare: oggi mi sono regalata un massaggio, Mediterranean ritual, in un centro benessere. arrivo, mi accompagnano nello spogliatoio e dopo un pò arriva la massaggiatrice... una bellissima ragazza marrone!
mi sono letteralmente abbandonata a quelle mani e ogni tanto aprivo gli occhi e incrociavo i suoi bellissimi occhi neri!
da bambina sarà stata bella così
:
lo sento di più quest'anno, per tanti motivi. quelli "pesanti" lasciamoli perdere, il più importante è perchè credo di poter dire che quest'anno diventerò di nuovo mamma. la prudenza è d'obbligo, ma ... insomma!
un figlio di una mamma "adulta", cresciuta, che sa cosa vuol dire, che, nonostante le paure, continua a coltivare questo desiderio, a nutrirlo con tutte le piccole cose che possono avvicinare questo bimbo ancora così lontano.
ogni tanto, però, succedono cose che mi aiutano a sognare: oggi mi sono regalata un massaggio, Mediterranean ritual, in un centro benessere. arrivo, mi accompagnano nello spogliatoio e dopo un pò arriva la massaggiatrice... una bellissima ragazza marrone!
mi sono letteralmente abbandonata a quelle mani e ogni tanto aprivo gli occhi e incrociavo i suoi bellissimi occhi neri!
da bambina sarà stata bella così
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venerdì 15 ottobre 2010
un mese di marzo che non dimenticheremo mai
I documenti sono partiti da più di un mese, si trattiene il respiro in attesa che la chiamata arrivi. Non sappiamo ancora dove è stato depositato il nostro dossier, la proiezione riguarda ancora tutta la Russia.
E' giovedì, inizio mese, nei miei giri mi avvicino alla sede dell'ente, ho già telefonato una settimana fa e mi hanno risposto che è ancora troppo presto.
Salgo? A che serve?- dice la vocina razionale. Alla fine vince l'altra, spero di trovare la signora più simpatica, vado.
L'espressione è dolce, comprensiva, ma la risposta è la stessa, anzi, peggio "Può passare una settimana, un mese o 3-4...".
Segue un fine settimana di quelli con umore nerissimo.
Il lunedì mattina io sono impegnata a casa, Gianluca esce per rientrare in serata. Dopo una decina di minuti sento aprire la porta, lui entra nella stanza, ha uno sguardo stravolto, il mio primo pensiero è -lo hanno derubato!-
Mi spara a bruciapelo -tra una settimana partiamo per Mosca, andiamo a conoscere il bambino!-
Quel lunedì mattina la vita è esplosa come una bomba, all’improvviso e niente è stato più come prima.
Non ho parole per dire quello che ho sentito, gioia, sollievo, stupore e meraviglia, travolgimento e emozione profonda. Improvvisamente tutte le incertezze e i dubbi, le paure e le ansie, tutto è passato in secondo piano. Avremmo conosciuto nostro figlio/a, il momento desiderato e sognato per tanto tempo era arrivato.
27 mesi, ho fatto il conto preciso e in barba alla mia teoria dei numeri pari, la telefonata è arrivata il 7 marzo, l’incontro con il bimbo è previsto per il 17.
Il primo giorno è stato di euforia pazzesca, credo di avere telefonato a tutto il mondo, qualcuno avrà pure pensato che ero fuori di testa e in effetti lo ero.
E' giovedì, inizio mese, nei miei giri mi avvicino alla sede dell'ente, ho già telefonato una settimana fa e mi hanno risposto che è ancora troppo presto.
Salgo? A che serve?- dice la vocina razionale. Alla fine vince l'altra, spero di trovare la signora più simpatica, vado.
L'espressione è dolce, comprensiva, ma la risposta è la stessa, anzi, peggio "Può passare una settimana, un mese o 3-4...".
Segue un fine settimana di quelli con umore nerissimo.
Il lunedì mattina io sono impegnata a casa, Gianluca esce per rientrare in serata. Dopo una decina di minuti sento aprire la porta, lui entra nella stanza, ha uno sguardo stravolto, il mio primo pensiero è -lo hanno derubato!-
Mi spara a bruciapelo -tra una settimana partiamo per Mosca, andiamo a conoscere il bambino!-
Quel lunedì mattina la vita è esplosa come una bomba, all’improvviso e niente è stato più come prima.
Non ho parole per dire quello che ho sentito, gioia, sollievo, stupore e meraviglia, travolgimento e emozione profonda. Improvvisamente tutte le incertezze e i dubbi, le paure e le ansie, tutto è passato in secondo piano. Avremmo conosciuto nostro figlio/a, il momento desiderato e sognato per tanto tempo era arrivato.
27 mesi, ho fatto il conto preciso e in barba alla mia teoria dei numeri pari, la telefonata è arrivata il 7 marzo, l’incontro con il bimbo è previsto per il 17.
Il primo giorno è stato di euforia pazzesca, credo di avere telefonato a tutto il mondo, qualcuno avrà pure pensato che ero fuori di testa e in effetti lo ero.
mercoledì 13 ottobre 2010
gennaio 2005, un anno dopo.
E' passato un anno dal mandato e finalmente i nostri documenti sono pronti da inviare in Russia. C'è voluto più di un mese a correre tra uffici, medici, timbri di ogni genere, anche quelli mai sentiti (le famigerate apostille!), adesso il nostro voluminoso dossier è pronto. In cima c'è l'album fotografico, siamo tenerissimi noi due che ci facciamo fotografare nelle camere di casa, quante risate, non era chiaro se fosse meglio sorridere o mantenere un'espressione seria, sicuramente non potevamo ridere a crepapelle come ci veniva di fare per la situazione, per i nipotini straniti a guardarci, per la tensione che serpeggiava.
Abbiamo barato sulla cameretta, volevano la foto anche di quella, ma noi non ce la siamo sentita di arredarla, non si fa, non sta bene. In quel gennaio 2005 la stanza che sarà di Artur è ancora il mio studio, per la Russia parte una foto di un angolo della cameretta dei nipotini con me seduta sul letto, espressione molto poco convinta!
Abbiamo barato sulla cameretta, volevano la foto anche di quella, ma noi non ce la siamo sentita di arredarla, non si fa, non sta bene. In quel gennaio 2005 la stanza che sarà di Artur è ancora il mio studio, per la Russia parte una foto di un angolo della cameretta dei nipotini con me seduta sul letto, espressione molto poco convinta!
sabato 25 settembre 2010
settembre sta finendo
siamo ormai in autunno, l'estate è passata tutta senza nessuna novità.
questi sono i momenti duri.
quando non c'è niente altro da fare se non aspettare.
un mese, due, tre o chissà quanto.
questi sono i momenti duri.
quando non c'è niente altro da fare se non aspettare.
un mese, due, tre o chissà quanto.
lunedì 26 luglio 2010
chiusi per ferie...
mercoledì 21 luglio 2010
una famiglia al microscopio
Eh, si, questa volta ci siamo sentiti così, il nostro iter per ottenere il nuovo decreto è stato più lungo e anche più stressante del primo. Avevamo cambiato casa e comune di residenza, quindi, tutto daccapo, nuovi servizi sociali, nuova ASL. Non c'era più da indagare sulla nostra coppia, ma sulla famiglia, su come stavamo facendo i genitori. Non è una faccenda simpatica, anche se poi l'esame è stato superato più che bene.
D'altra parte avevamo già capito che fare il genitore adottivo non è per tutti!
Il nuovo decreto di idoneità è arrivato il 24 giugno del 2009.
In quello stesso giorno abbiamo inviato la prenotazione on-line per il colloquio informativo con quello che sarebbe diventato il nostro nuovo ente.
Perchè noi quando facciamo le cose non ci ripetiamo mai...
D'altra parte avevamo già capito che fare il genitore adottivo non è per tutti!
Il nuovo decreto di idoneità è arrivato il 24 giugno del 2009.
In quello stesso giorno abbiamo inviato la prenotazione on-line per il colloquio informativo con quello che sarebbe diventato il nostro nuovo ente.
Perchè noi quando facciamo le cose non ci ripetiamo mai...
martedì 20 luglio 2010
Direzione grande madre Russia
Facciamo appena passare le vacanze di Natale che diamo mandato ad un ente che ci seguirà nel nostro percorso per l'adozione internazionale.
E' gennaio 2004, il giorno stesso della firma del mandato mi concedo di entrare da PreNatal per comprare per la prima volta qualcosa per il mio bambino. Un figlio desiderato da anni, un'attesa tanto lunga che quasi quasi non ci credevo neanche più io. Quella firma significava che da qualche parte quel bambino c'era, che quella ricerca estenuante, faticosa, complicata stava prendendo una strada precisa che ci avrebbe portato nell'immensa Federazione Russa. Lì, da qualche parte, c'era mio figlio che mi stava aspettando.
Ah, scelsi un pigiamino-tutina di quelli con la fila di bottoncini automatici e i piedini chiusi, fantasia bianco e rosso, unisex (!), età 3 anni.
Ad Artur è andato benissimo, d'altra parte lui aveva proprio 3 anni.
E' gennaio 2004, il giorno stesso della firma del mandato mi concedo di entrare da PreNatal per comprare per la prima volta qualcosa per il mio bambino. Un figlio desiderato da anni, un'attesa tanto lunga che quasi quasi non ci credevo neanche più io. Quella firma significava che da qualche parte quel bambino c'era, che quella ricerca estenuante, faticosa, complicata stava prendendo una strada precisa che ci avrebbe portato nell'immensa Federazione Russa. Lì, da qualche parte, c'era mio figlio che mi stava aspettando.
Ah, scelsi un pigiamino-tutina di quelli con la fila di bottoncini automatici e i piedini chiusi, fantasia bianco e rosso, unisex (!), età 3 anni.
Ad Artur è andato benissimo, d'altra parte lui aveva proprio 3 anni.
occhi neri crescono...
sabato 10 luglio 2010
La seconda volta
anche qui si parte da una data: 14/4/2008, presentazione della seconda disponibilità al tribunale.
questa volta in realtà lo spirito è molto diverso. Gianluca è pieno di dubbi, Artur ha chiaramente detto che il fratellino lo "appenderà sotto al soffitto", io sono ben consapevole di tutte le difficoltà.
Nonostante questo abbiamo deciso di provare a partire, per rassicurare Gianluca gli ho detto che se dovessimo renderci conto che non ce la facciamo ad andare fino in fondo ci fermeremo.
Dentro di me sento che non succederà, che anche se il passo non sarà da bersagliere alla fine raggiungeremo il traguardo.
questa volta in realtà lo spirito è molto diverso. Gianluca è pieno di dubbi, Artur ha chiaramente detto che il fratellino lo "appenderà sotto al soffitto", io sono ben consapevole di tutte le difficoltà.
Nonostante questo abbiamo deciso di provare a partire, per rassicurare Gianluca gli ho detto che se dovessimo renderci conto che non ce la facciamo ad andare fino in fondo ci fermeremo.
Dentro di me sento che non succederà, che anche se il passo non sarà da bersagliere alla fine raggiungeremo il traguardo.
venerdì 9 luglio 2010
quasi un anno dopo...
ebbene si, era il 15 dicembre 2003 quando finalmente abbiamo ritirato il decreto di idoneità che riportava nelle osservazioni anche :
Quel pomeriggio io ho postato "Mammeonline nel mio decreto!!"
eravamo idonei, abilitati a fare i genitori adottivi.
e noi, pronti, impazienti di diventarlo, abbiamo capito che la strada da percorrere era ancora tanto lunga...
"La motivazione all'adozione è sostenuta da un adeguato aggiornamento sui temi correlati e dal loro inserimento in un forum di famiglie adottive".
Quel pomeriggio io ho postato "Mammeonline nel mio decreto!!"
eravamo idonei, abilitati a fare i genitori adottivi.
e noi, pronti, impazienti di diventarlo, abbiamo capito che la strada da percorrere era ancora tanto lunga...
giovedì 8 luglio 2010
quell'estate in Sardegna
22 dicembre 2002
Tutto è cominciato oggi. In quella splendida, freddissima mattina di sole e cielo terso quando abbiamo consegnato la domanda di disponibilità al Tribunale per i Minorenni di Napoli.
Ho stampato il post che avevo inviato nel mio forum preferito (allora l'unico), mammeonline, quel pomeriggio. C'era scritto :
"come tutte le cose che mi succedono da un pò di tempo, anche questa è stata fatta in gran fretta, con il cancelliere che fremeva perchè in un'aula del tribunale stavano dando avvio ai festeggiamenti natalizi, noi che volevamo dei chiarimenti su alcune domande del questionario, eravamo indecisi sull'opzione uno o più minori. Con noi c'era mia suocera per l'autentica della firma sul modulo del consenso, ha commentato -ma uno alla volta basta!- Mio marito mi ha guardata un attimo, ha preso la penna e ha barrato la casella "più minori".
Quanto l' ho amato in quel momento, per la sua decisione, per lo sguardo fermo, per il brindisi con aperitivo che abbiamo fatto al bar qualche minuto dopo. Poi ci siamo abbracciati stretti stretti, ci siamo scambiati la forza, le ansie sono finite.
Mentre tornavo a casa ho pensato che mi sentivo dentro un'energia pazzesca."
Ho stampato il post che avevo inviato nel mio forum preferito (allora l'unico), mammeonline, quel pomeriggio. C'era scritto :
"come tutte le cose che mi succedono da un pò di tempo, anche questa è stata fatta in gran fretta, con il cancelliere che fremeva perchè in un'aula del tribunale stavano dando avvio ai festeggiamenti natalizi, noi che volevamo dei chiarimenti su alcune domande del questionario, eravamo indecisi sull'opzione uno o più minori. Con noi c'era mia suocera per l'autentica della firma sul modulo del consenso, ha commentato -ma uno alla volta basta!- Mio marito mi ha guardata un attimo, ha preso la penna e ha barrato la casella "più minori".
Quanto l' ho amato in quel momento, per la sua decisione, per lo sguardo fermo, per il brindisi con aperitivo che abbiamo fatto al bar qualche minuto dopo. Poi ci siamo abbracciati stretti stretti, ci siamo scambiati la forza, le ansie sono finite.
Mentre tornavo a casa ho pensato che mi sentivo dentro un'energia pazzesca."
mercoledì 7 luglio 2010
cominciamo
Cominciamo, anzi ricominciamo, stasera ho deciso che era giunto il momento di riprendere il racconto, interrotto un bel pò di tempo fa, quando il primo viaggio era arrivato fino in fondo e due occhioni d'oliva scintillanti erano entrati per sempre nel cuore e nella pelle.
A Mosca sono diventata mamma per la prima volta in un gelido giorno di marzo del 2005 e mio figlio si chiama Artur.
In Etiopia sarò mamma ancora, adesso c'è solo il pensiero, niente sesso, niente età, neanche un'iniziale del nome. Gravidanza adottiva, anni scanditi da documenti, colloqui, udienze, sentenze, decreti, dossier e uno spazio infinito per l'immaginazione, tutto un mondo dove andare a cercare di far diventare corpo l'idea di figlio che cresce dentro di te.
Scriverò qui i ricordi del primo viaggio e le tappe del secondo, tutta la strada che ho percorso e farò assieme ai miei preziosi occhi neri.
A Mosca sono diventata mamma per la prima volta in un gelido giorno di marzo del 2005 e mio figlio si chiama Artur.
In Etiopia sarò mamma ancora, adesso c'è solo il pensiero, niente sesso, niente età, neanche un'iniziale del nome. Gravidanza adottiva, anni scanditi da documenti, colloqui, udienze, sentenze, decreti, dossier e uno spazio infinito per l'immaginazione, tutto un mondo dove andare a cercare di far diventare corpo l'idea di figlio che cresce dentro di te.
Scriverò qui i ricordi del primo viaggio e le tappe del secondo, tutta la strada che ho percorso e farò assieme ai miei preziosi occhi neri.
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