E' passato un anno dal mandato e finalmente i nostri documenti sono pronti da inviare in Russia. C'è voluto più di un mese a correre tra uffici, medici, timbri di ogni genere, anche quelli mai sentiti (le famigerate apostille!), adesso il nostro voluminoso dossier è pronto. In cima c'è l'album fotografico, siamo tenerissimi noi due che ci facciamo fotografare nelle camere di casa, quante risate, non era chiaro se fosse meglio sorridere o mantenere un'espressione seria, sicuramente non potevamo ridere a crepapelle come ci veniva di fare per la situazione, per i nipotini straniti a guardarci, per la tensione che serpeggiava.
Abbiamo barato sulla cameretta, volevano la foto anche di quella, ma noi non ce la siamo sentita di arredarla, non si fa, non sta bene. In quel gennaio 2005 la stanza che sarà di Artur è ancora il mio studio, per la Russia parte una foto di un angolo della cameretta dei nipotini con me seduta sul letto, espressione molto poco convinta!
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