oggi è il mio compleanno.
lo sento di più quest'anno, per tanti motivi. quelli "pesanti" lasciamoli perdere, il più importante è perchè credo di poter dire che quest'anno diventerò di nuovo mamma. la prudenza è d'obbligo, ma ... insomma!
un figlio di una mamma "adulta", cresciuta, che sa cosa vuol dire, che, nonostante le paure, continua a coltivare questo desiderio, a nutrirlo con tutte le piccole cose che possono avvicinare questo bimbo ancora così lontano.
ogni tanto, però, succedono cose che mi aiutano a sognare: oggi mi sono regalata un massaggio, Mediterranean ritual, in un centro benessere. arrivo, mi accompagnano nello spogliatoio e dopo un pò arriva la massaggiatrice... una bellissima ragazza marrone!
mi sono letteralmente abbandonata a quelle mani e ogni tanto aprivo gli occhi e incrociavo i suoi bellissimi occhi neri!
da bambina sarà stata bella così
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I documenti sono partiti da più di un mese, si trattiene il respiro in attesa che la chiamata arrivi. Non sappiamo ancora dove è stato depositato il nostro dossier, la proiezione riguarda ancora tutta la Russia.
E' giovedì, inizio mese, nei miei giri mi avvicino alla sede dell'ente, ho già telefonato una settimana fa e mi hanno risposto che è ancora troppo presto.
Salgo? A che serve?- dice la vocina razionale. Alla fine vince l'altra, spero di trovare la signora più simpatica, vado.
L'espressione è dolce, comprensiva, ma la risposta è la stessa, anzi, peggio "Può passare una settimana, un mese o 3-4...".
Segue un fine settimana di quelli con umore nerissimo.
Il lunedì mattina io sono impegnata a casa, Gianluca esce per rientrare in serata. Dopo una decina di minuti sento aprire la porta, lui entra nella stanza, ha uno sguardo stravolto, il mio primo pensiero è -lo hanno derubato!-
Mi spara a bruciapelo -tra una settimana partiamo per Mosca, andiamo a conoscere il bambino!-
Quel lunedì mattina la vita è esplosa come una bomba, all’improvviso e niente è stato più come prima.
Non ho parole per dire quello che ho sentito, gioia, sollievo, stupore e meraviglia, travolgimento e emozione profonda. Improvvisamente tutte le incertezze e i dubbi, le paure e le ansie, tutto è passato in secondo piano. Avremmo conosciuto nostro figlio/a, il momento desiderato e sognato per tanto tempo era arrivato.
27 mesi, ho fatto il conto preciso e in barba alla mia teoria dei numeri pari, la telefonata è arrivata il 7 marzo, l’incontro con il bimbo è previsto per il 17.
Il primo giorno è stato di euforia pazzesca, credo di avere telefonato a tutto il mondo, qualcuno avrà pure pensato che ero fuori di testa e in effetti lo ero.
E' passato un anno dal mandato e finalmente i nostri documenti sono pronti da inviare in Russia. C'è voluto più di un mese a correre tra uffici, medici, timbri di ogni genere, anche quelli mai sentiti (le famigerate apostille!), adesso il nostro voluminoso dossier è pronto. In cima c'è l'album fotografico, siamo tenerissimi noi due che ci facciamo fotografare nelle camere di casa, quante risate, non era chiaro se fosse meglio sorridere o mantenere un'espressione seria, sicuramente non potevamo ridere a crepapelle come ci veniva di fare per la situazione, per i nipotini straniti a guardarci, per la tensione che serpeggiava.
Abbiamo barato sulla cameretta, volevano la foto anche di quella, ma noi non ce la siamo sentita di arredarla, non si fa, non sta bene. In quel gennaio 2005 la stanza che sarà di Artur è ancora il mio studio, per la Russia parte una foto di un angolo della cameretta dei nipotini con me seduta sul letto, espressione molto poco convinta!